I volti di Belmez

5
(3)

Pareidolia e mistero

I VOLTI DI BELMEZ: UNO DEI PIU’ GRANDI FENOMENI PARANORMALI DELLA STORIA.
Nel 1971, in una casa di Belmez, piccolo paese spagnolo con poche migliaia di abitanti, cominciarono a verificarsi strani fenomeni.

La proprietaria della casa, María Gómez Cámara, notò la chiara impronta di un volto umano sul pavimento della sua casa.

Secondo le sue affermazioni, anche dopo ripetuti tentativi di lavaggio, esso non scompariva, così, con l’aiuto del marito e del figlio, il pavimento fu picconato, dopodiché venne data una nuova gettata di cemento, ma non bastò perché dopo poco più di una settimana la stessa immagine riapparve.

Prima che l’immagine sul pavimento potesse essere ancora distrutta, l’allora sindaco del paese, decise di scavare una fossa sotto il pavimento della cucina per ulteriori studi.

Dallo scavo iniziarono ad emergere ossa umane e due scheletri decapitati. Bisogna ricordare però che quella casa venne edificata su un terreno che tempo prima aveva ospitato parte del cimitero della locale Chiesa cattolica (un terreno di sepoltura risalente ad epoca romana).

Le ossa sparse vennero sottoposte ad ulteriore analisi e si scoprì che risalivano al XIII secolo, mentre i corpi vennero seppelliti in maniera dignitosa con rito cattolico.

Terminati gli scavi, il pavimento e la cucina vennero ricostruiti. Non molto tempo dopo, il fenomeno continuò con l’apparizione di altri volti, di cui la maggior parte in una camera mansardata.

La modesta casa dei Pereira, diventa improvvisamente un luogo nuovo, di confine. Poco più che magico e poco meno che miracoloso, di certo si trasforma in attrazione popolare.

Al volto testardo viene dato addirittura un nome. E’ La Pava, per tutti. Perfino per il consiglio comunale che, incuriosito più dalla mobilitazione popolare che dal fatto in sé, fa svolgere un’inchiesta.

Col passare dei mesi, altri volti, iniziano a tappezzare gran parte del pavimento della cucina di Maria.

La maggior parte di essi appaiono intorno al focolare della piccola abitazione, formandosi in maniera graduale.

I volti di Bélmez

Prima gli occhi, poi il resto del visto. Sono tanti. Sono giovani e vecchi. Maschi e femmine. Ognuno sembra avere una propria peculiare espressione.

Tutti incancellabili. Tutti insensibili al piccone dell’esasperato Miguel.

Così non va. Il consiglio ricorre all’extrema ratio. Esperti di fenomeni paranormali affollano la casa.

Ma non riescono ad elaborare una spiegazione convincente e definitiva del fenomeno.

Troppo poche, e troppo vacue, le loro risposte. Specialmente di fronte alle infinite domande che sia l’atterrita famiglia che la folla accorsa pongono loro. Nel 1972.

German de Argumosa, professore di mestiere ed illustre parapsicologo, arriva a Belmez insieme ad altri esperti in discipline affini. Tra di essi c’è un altro parapsicologo, il tedesco Hans Bender dell’Università di Friburgo, che dopo una minuziosa serie di indagini ad ampio raggio non esita a bollare le manifestazioni della casa di Maria come “il fenomeno paranormale più importante del secolo.” Intanto, i volti persistono.

Alcuni sembrano persino essere capaci di spostarsi. Arrivano a cambiare posizione anche mentre gli esperti li esaminano.

Mutano addirittura espressione. Alcuni si dissolvono, e negli spazi lasciati vuoti appaiono nuovi volti a prendere il loro posto.

Altri si trasfigurano in croci. Sul pavimento appaiono anche nudi femminili.

Aumentano i volti, e di pari passo si moltiplicano i testimoni.

I due esperti fotografano minuziosamente il pavimento poi sigillano la casa con la presenza di un notaio.

A tre mesi esatti di distanza, si svolge la verifica: i sigilli prima di procedere alla riapertura della cucina. Sono intatti.

Entrati gli esperti nella stanza, esaminano la mappa estratta dalle istantanee dei volti di tre mesi prima.

I volti non sono al loro posto. Si sono spostati, alcuni hanno perfino cambiato posizione. L’ipotesi di un falso crolla del tutto!

I parapsicologi applicano la PSICOFONIA attraverso la quale emergono tante voci diverse: alcune sono solo lamenti, altre si potrebbe addirittura azzardare ad usare l’aggettivo “intelligenti”, perché sembrano in grado di replicare a domande poste da Maria Gomez o dall’équipe del professore.

E’ la prima volta in assoluto che in Spagna si assiste a qualcosa del genere.

A Belmez opera ancora oggi un’associazione chiamata SEIP che di comune accordo con l’Amministrazione comunale del paese, ha avanzato un’offerta per procedere all’acquisto dell’abitazione, con lo scopo di insediare in essa un centro di interpretazione permanente dei volti.

FONTI:

La porta mistica -Wikipedia – Voyager di S.Giacobo

 

Ti è piaciuto questo post?

Clicca su una delle stelle per votarlo!

1 commento su “I volti di Belmez”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

35 + = 42