🌍 Igor Sibaldi – Come trovare il mondo che ti appartiene
Ci viene naturale pensare che esista un solo mondo, quello nel quale siamo nati, cresciuti e abbiamo imparato a vivere. Ma quanto di quel mondo corrisponde davvero a noi?
Famiglia, scuola, cultura, ambiente sociale e aspettative degli altri contribuiscono a costruire una determinata idea di ciò che è normale, possibile, desiderabile o accettabile. Con il tempo possiamo finire per confondere questa rappresentazione con la realtà stessa.
Sibaldi invita invece a compiere un passo indietro e a osservare il mondo nel quale viviamo come se lo guardassimo dall’esterno. Solo così possiamo accorgerci che molte delle convinzioni che consideriamo naturali sono, in realtà, modi di interpretare la realtà che abbiamo imparato da altri.
Da qui nasce la possibilità di scoprire che il mondo che ci appartiene potrebbe essere diverso da quello che ci è stato consegnato.
Non significa necessariamente cambiare città, lavoro o vita dall’oggi al domani. Significa prima di tutto capire quali sono i nostri desideri, le nostre inclinazioni, ciò che ci entusiasma e ciò che invece ci spegne. Significa riconoscere quella parte di noi che magari abbiamo imparato a mettere da parte per adattarci alle aspettative dell’ambiente.
Un passaggio particolarmente interessante del pensiero di Sibaldi riguarda proprio la differenza tra il mondo esterno e ciò che lui considera il nostro universo personale: una realtà che non coincide con l’immagine collettiva che ci è stata insegnata, perché comprende anche ciò che noi possiamo vedere, desiderare e creare.
E allora trovare il proprio mondo diventa anche una questione di libertà.
Possiamo continuare a vivere secondo percorsi già tracciati oppure iniziare a domandarci se esistano altre strade. Possiamo accettare come inevitabili i limiti che ci sono stati insegnati oppure provare a scoprire cosa c’è oltre.
Il cambiamento, in questa prospettiva, comincia spesso da una domanda apparentemente piccola:
“E se il mondo non fosse necessariamente quello che mi hanno detto che fosse?”
Da quel momento possono comparire possibilità nuove: persone con cui condividere davvero qualcosa, passioni che avevamo trascurato, progetti che sembravano impossibili e perfino una diversa idea di futuro.
Il mondo che ci appartiene, quindi, non è necessariamente un luogo da trovare sulla cartina.
Può essere uno spazio interiore da riconoscere e poi costruire, attraverso le nostre scelte.
Perché forse non dobbiamo trovare un posto nel mondo che già esiste.
Forse dobbiamo avere il coraggio di scoprire quale mondo vogliamo contribuire a creare. 🌿✨
Ti è piaciuto questo post?
Clicca su una delle stelle per votarlo!
