Il nostro bambino interiore

4.3
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Come guarire la parte più importante di noi

By Grace Amber Jaxn

Questo è un argomento di cui parlo sempre molto volentieri. Credo sia l’esperienza più emozionante e utile alla crescita personale che un essere umano possa fare.

Tutti noi abbiamo dei fantasmi nell’armadio. Sopratutto piccoli e grossi traumi, che ci portiamo avanti sin da bambini. Pochissime persone hanno avuto un’infanzia serena e ricca di amore, a un punto tale da non aver bisogno di nessun supporto psicologico.

Il nostro bambino interiore è il miglior sostegno che noi stessi possiamo darci in autonomia.

E vi garantisco che non c’è seduta psicologica che possa sostituire la conoscenza del nostro bambino interiore.

Tutti noi ce lo abbiamo dentro, è nascosto negli antri più profondi della nostra anima, ma c’è. ed è li che non vede l’ora di essere trovato e amato.

C’è un modo solo per trovarlo, è molto semplice lo faremo insieme, vi guido io.

Mettetevi comodi e cercate di isolarvi.

Lo stesso procedimento di rilassamento è identico a quello della stanza tonda. Quindi chiudete gli occhi e respirate con il naso se potete. Visualizzate i colori come nell’esercizio della stanza tonda.

Davanti a voi vedrete un prato. Bellissimo, di un verde acceso e le sottili foglie che si inclinano per il vento sotto ai vostri piedi.

Vi vedrete la parte finale delle gambe ( di solito in questi viaggi si parte sempre dai piedi). Che tipo di scarpe indossate, se sono di pelle, corda, tessuto o di vernice e di che colore sono. Le gambe, vi porteranno in salita su questa collina meravigliosa, in una splendida giornata di sole. Una brezza lieve vi accarezza il viso e dentro di voi, avrete quella felicità che solo nelle domeniche in famiglia, magari davanti al fuoco acceso o la mattina di natale, si può provare.

Sorridendo nel cuore, alzerete lo sguardo e noterete che in cima a questa collina c’è una grandissima quercia. Bella, maestosa, imponente e ricca di fronde. Sembra parlare, sembra dire “Benvenuto”.

Vi accorgerete anche che appoggiato alla quercia c’è un bambino. Vi guarda negli occhi, timidamente.

Man mano che vi avvicinerete lo osserverete. Incomincerete a riconoscere le scarpe di quando vostra madre amorevolmente ve le allacciava, i pantaloni o la gonna o il vestito della domenica. Il vostro faccino, quel bimbo/a che siete stati molti e molti anni fa. Siete voi quel fanciullo/a.

Non abbiate paura, avvicinatevi anche se non vi salterà al collo, avvicinatevi ugualmente. E’ li che vi aspetta. E’ un po timido/a e magari all’inizio non parlerà, ma voi andategli vicino e dategli la mano.

Guarderà dritto dentro di voi. Quegli occhi che sembreranno dire «Dove sei stato fino ad ora?»

Rispondetegli questo o qualsiasi cosa che vi salti in mente che si avvicini.

«Scusami, non avevo idea tu fossi qui. Ora che ti ho trovato però, ti prometto che non ti lascerò mai più».

Se vi sentite di abbracciarlo fatelo. Fategli tutte le coccole che lui vi lascia fare e ditegli tutto ciò che vuole sentirsi dire. Potrebbe anche voltarsi e cercare di andarsene, ma voi troverete il modo di farlo restare. E’ ferito, arrabbiato spesso. Vi ha aspettato per lungo tempo. Fategli capire che vi dispiace e che non lo lascerete mai più. Amatelo sopra ogni cosa, rassicuratelo.

Lasciatelo parlare, ascoltate ciò che ha da dire. Cercate di comprendere i suoi problemi. Usciranno delle cose che mai vi aspettereste. Giocate con lui/lei, raccontategli le favole. Dedicategli, sopratutto all’inizio, molto tempo.

Sino a che non sarà sicuro che voi non ve ne andrete più. Fatelo sentire al sicuro. Sempre. Questa cosa farà emergere delle emozioni incredibili.

Non ho mai pianto tanto in vita mia, come quando ho tenuto in braccio per la prima volta la mia bambina interiore. Quindi se avrete delle reazioni estreme non spaventatevi, è perfettamente normale. Andate avanti tutto il tempo necessario che lui o lei avranno bisogno. Non abbandonatelo/a mai. Deve sapere che voi ci siete e ci sarete sempre.

Quando avrà capito questo, solo allora, avrete trovato l’equilibrio tra il “se” superiore e il vostro bambino interiore. Tutte le incertezze spariranno, come per magia, diventerete forti e sicuri.

Ma attenzione, fate in modo che non si invertano i ruoli. Voi sarete sempre il genitore che quel bambino ha desiderato e aspettato. Solo voi sapete di cosa avete bisogno. E lui/lei, aspetta solo questo.

L’albero casa

E’ un posto dove nessuno potrà entrare o farvi del male. Dove potrete dedicare del tempo al vostro bambino interiore e a voi stessi. E’ il nido più sicuro per la nostra anima. 

E’ una grande quercia di solito, ma ognuno sceglierà ciò che ritiene più idoneo. Quindi vi propongo la stessa visualizzazione dell’inizio dell’esercizio.

La quercia sopra la collina ha una porta, cercatela. La maniglia è visibile tra la corteccia. Normalmente ha un pomello di bronzo. Potrebbe comparire anche sotto diverse forme, non necessariamente questa,

Insieme al vostro bambino interiore entrate senza paura.

All’interno c’è una piccola stanza tonda, arredata con un letto e una poltrona ma voi potrete arredarla a vostro piacimento, chiedendo al vostro bambino interiore di aiutarvi ad abbellirla e arredarla come più vi piace. Non ci sono limiti alla vostra fantasia.

Anche se ha un oblò per vedere la luna di notte, in questo albero casa non potrà entrare nessuno, a meno che non siate voi a dare il permesso.

Usatelo come rifugio dell’anima. Voi e il vostro bambino interiore. Quando siete tristi, impauriti e ansiosi. Quando avete bisogno di un posto dove stare al sicuro da qualsiasi evento, l’albero casa è il vostro nido dove nessuno potrà farmi del male. Usatelo spesso. E’ li per voi.

Il vostro bambino interiore ama stare li, giocare, fare le coccole o semplicemente stare in braccio a voi durante il temporale. Adora sentirsi stretto tra le vostre braccia li dentro.

Perchè è il luogo più bello e dove si sente più amato in tutto l’universo.

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