C’era una volta, ai piedi di una grande quercia, un piccolo topolino di nome Milo.
Milo viveva in una casetta minuscola, nascosta tra le radici dell’albero.
Aveva un letto morbido, una coperta calda e un cuscino che sua mamma aveva cucito per lui.
Eppure, ogni sera, quando arrivava il momento di dormire, Milo aveva sempre lo stesso problema.
Non voleva andare a letto.
— Non ho sonno!
— Milo, è tardi.
— Ma io non sono stanco!
La mamma gli sorrideva.
— Va bene. Allora mettiti almeno sotto le coperte.
Milo si infilava nel letto.
Poi cominciava a guardare il soffitto.
Una foglia.
Un’ombra.
Un piccolo rumore.
E subito pensava:
Chissà cosa c’è là fuori?
Una sera, mentre cercava di addormentarsi, Milo vide una luce entrare dalla finestra.
Era una stella.
Una stella piccolissima che sembrava essersi fermata proprio sopra la sua casa.
Milo si alzò.
— Che bella…
La guardò così a lungo che, senza accorgersene, si addormentò.
Ma quella notte fece un sogno stranissimo.
Si trovava in un prato pieno di stelle.
Non erano nel cielo.
Erano dappertutto.
Per terra.
Tra i fiori.
Sui rami degli alberi.
E alcune galleggiavano persino sull’acqua di un piccolo ruscello.
Milo ne raccolse una.
Era morbida e calda.
Sembrava una piccola piuma luminosa.
— Che cosa sei? — chiese.
La stellina rispose:
— Sono un pezzetto di sogno.
Milo spalancò gli occhi.
— Un sogno?
— Sì.
— E cosa ci fai qui?
La stellina sorrise.
— Aspetto qualcuno che abbia bisogno di dormire.
Milo rimase pensieroso.
— Io non riesco mai a dormire.
— Lo so.
— Come fai a saperlo?
— Le stelle vedono tutto.
Milo abbassò lo sguardo.
— A volte penso troppo.
— A cosa?
— A quello che succederà domani.
La stellina si avvicinò.
— Ma domani non è ancora arrivato.
Milo ci pensò.
Era vero.
— E allora perché ci penso?
— Perché la tua testa vuole conoscere tutto prima che accada.
Milo sorrise.
— È proprio così!
La stellina gli fece cenno di seguirla.
Arrivarono davanti a un grande albero.
Tra i suoi rami c’era un enorme cuscino.
Era fatto di nuvole.
E sopra erano ricamate centinaia di piccole stelle.
— Questo è il Cuscino delle Stelle — disse la stellina.
Milo lo guardò meravigliato.
— Posso provarlo?
— Certo.
Milo si sdraiò.
Era morbidissimo.
Appoggiò la testa.
Una stella si accese.
Poi un’altra.
Poi un’altra ancora.
Ogni volta che Milo pensava a qualcosa che lo preoccupava, una stella si illuminava.
Pensava al giorno dopo.
Una stella.
Pensava a qualcosa che aveva dimenticato.
Un’altra stella.
Pensava a qualcosa che avrebbe dovuto fare.
Un’altra ancora.
In pochi istanti il cuscino era completamente illuminato.
Milo rise.
— Ho acceso tutto il cielo!
La stellina gli disse:
— No, Milo.
— No?
— Hai semplicemente lasciato che i tuoi pensieri uscissero dalla testa.
Milo si mise comodo.
Le stelle continuarono a brillare.
Poi la stellina gli sussurrò:
— Domani penserai a domani.
— E questa sera?
— Questa sera devi solo dormire.
Milo chiuse gli occhi.
Sentì il vento.
Il profumo dell’erba.
Il rumore del ruscello.
E per la prima volta non cercò di capire cosa sarebbe successo dopo.
Lasciò semplicemente che la notte facesse il suo lavoro.
Quando riaprì gli occhi, era nel suo letto.
La luce del mattino entrava dalla finestra.
Milo guardò il suo cuscino.
Era quello di sempre.
Piccolo.
Morbido.
Con una vecchia cucitura su un angolo.
Ma quella mattina gli sembrò diverso.
Milo lo accarezzò.
Poi sorrise.
Da quella sera, quando arrivava il momento di dormire, metteva la testa sul cuscino e pensava a tutte le cose che aveva ancora nella testa.
Una alla volta.
Le lasciava andare.
E ogni volta immaginava che diventassero piccole stelle.
Una per ogni pensiero.
Una per ogni preoccupazione.
Una per ogni cosa che poteva aspettare fino al mattino.
E quando il cuscino diventava pieno di stelle immaginarie, Milo chiudeva gli occhi.
Perché aveva imparato una cosa importante:
non tutti i pensieri devono essere risolti prima di dormire.
Alcuni possono semplicemente aspettare.
Il mattino arriverà.
E con lui arriveranno anche le risposte.
Ma adesso…
è notte.
E la notte è fatta per sognare.
Milo si rannicchiò sotto la coperta.
Dalla finestra entrò una piccola luce.
La stessa stellina del sogno.
Milo sorrise.
— Buonanotte.
E la stellina sembrò brillare un pochino più forte.
🌟🐭🌙
FINE ❤️
