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☁️ LA NUVOLA CHE RACCOGLIEVA I SOGNI

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☁️ LA NUVOLA CHE RACCOGLIEVA I SOGNI

C’era una volta, in alto nel cielo, una piccola nuvola di nome Nuvolina.

Era una nuvola molto particolare.

Mentre le altre nuvole viaggiavano portate dal vento, cambiavano forma e attraversavano il cielo senza fermarsi mai, Nuvolina aveva un compito segreto.

Raccoglieva i sogni.

Ogni sera, quando sulla Terra arrivava il momento di dormire, Nuvolina cominciava il suo lavoro.

Volava piano sopra le case.

Passava sopra i tetti.

Guardava attraverso le finestre illuminate dalla luna.

E quando un bambino si addormentava, un piccolo sogno usciva dalla sua stanza e saliva verso il cielo.

Nuvolina lo raccoglieva con delicatezza.

Un sogno diventava una piuma.

Un altro diventava una piccola scintilla.

Un altro ancora sembrava una farfalla luminosa.

Nuvolina li raccoglieva tutti.

Ma una notte successe qualcosa di strano.

Nuvolina passò sopra una casetta ai margini del bosco.

Dentro c’era una bambina di nome Emma.

Emma era già sotto le coperte.

Aveva gli occhi chiusi.

Ma non riusciva a dormire.

Nuvolina aspettò.

Niente sogno.

Aspettò ancora.

Niente.

— Oh… — pensò. — Forse Emma non sognerà questa notte.

Ma Nuvolina non voleva arrendersi.

Si avvicinò alla finestra.

Emma si girò nel letto.

Aveva un’espressione un po’ triste.

— Chissà cosa le manca — pensò Nuvolina.

Allora rimase lì.

Senza fare rumore.

Senza andarsene.

Aspettò.

Passò un’ora.

Poi un’altra.

Finalmente Emma si addormentò.

Nuvolina sorrise.

Ma dal letto non uscì nessun sogno.

Ne uscì soltanto una piccolissima luce.

Nuvolina la raccolse.

Era calda.

Morbida.

E sembrava quasi un piccolo cuore.

— Questo non è un sogno — disse.

E aveva ragione.

Era un desiderio.

Il desiderio di Emma di sentirsi felice.

Nuvolina lo portò con sé.

Lo mise al centro della sua grande nuvola.

E continuò il suo viaggio.

Quella notte raccolse sogni di ogni tipo.

Un bambino sognò di volare.

Una bambina sognò di parlare con gli animali.

Qualcuno sognò un castello.

Qualcuno un viaggio nello spazio.

Qualcuno semplicemente una giornata al mare.

Nuvolina li sistemò tutti con cura.

Ma il piccolo desiderio di Emma continuava a brillare più degli altri.

Quando arrivò il mattino, Nuvolina aveva una nuvola piena di sogni.

Era così pesante che quasi non riusciva più a volare.

— Accidenti! — disse. — Devo trovare un posto dove lasciarli.

Volò fino alla montagna più alta.

Lì viveva una vecchia Luna.

— Luna, posso lasciare qui i sogni?

La Luna sorrise.

— No, Nuvolina.

— Perché?

— Perché i sogni non sono fatti per essere conservati.

Nuvolina non capì.

— E allora cosa devo farne?

La Luna le indicò la Terra.

— Devi restituirli.

Nuvolina guardò in basso.

— Ma come?

— Quando arriva la notte, lasciali cadere piano.

E così fece.

Quella sera Nuvolina tornò sopra il mondo.

Quando le case si spensero e tutti cominciarono a dormire, aprì la sua nuvola.

Un sogno scese verso una casa.

Poi un altro.

Poi un altro ancora.

I sogni cadevano lentamente come piccoli fiocchi luminosi.

Uno entrò nella stanza di un bambino.

Un altro attraversò la finestra di una bambina.

Uno finì nel sogno di un vecchio signore che quella notte si ritrovò giovane.

E infine arrivò il turno del piccolo desiderio di Emma.

Nuvolina lo lasciò cadere.

La luce entrò nella sua stanza.

Emma dormiva profondamente.

E quella notte fece un sogno bellissimo.

Sognò di essere in un grande prato pieno di fiori.

Correva.

Rideva.

E accanto a lei c’erano tutte le persone che amava.

Quando si svegliò, il mattino era già arrivato.

Emma sorrise.

Non ricordava perfettamente il sogno.

Ma ricordava come si era sentita.

Felice.

Da quella notte Nuvolina continuò a raccogliere sogni.

Ma imparò una cosa importante.

Non tutti i sogni sono fatti per essere ricordati.

Alcuni arrivano soltanto per lasciarci una sensazione.

Un po’ di coraggio.

Un po’ di serenità.

Un sorriso.

Oppure la certezza che, anche quando dormiamo, da qualche parte c’è sempre una piccola luce che veglia su di noi.

E ogni sera, quando il cielo diventava scuro, Nuvolina passava sopra le case.

Raccoglieva i sogni.

Li custodiva con cura.

E poi li restituiva alla Terra.

Perché aveva scoperto il segreto più bello di tutti:

i sogni non appartengono a chi li raccoglie.

Appartengono a chi li sogna.

E così, mentre la Luna illuminava il cielo e le stelle facevano l’occhiolino alla piccola nuvola, Nuvolina continuò il suo viaggio.

Lenta.

Silenziosa.

Felice.

☁️✨

E se questa sera guarderai il cielo prima di addormentarti, forse vedrai una piccola nuvola passare.

Non salutarla troppo forte.

Potrebbe avere con sé proprio il tuo sogno.

Buonanotte. 🌙

FINE ❤️

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