Capita, a volte, che nella nostra vita si verifichino coincidenze così particolari da lasciarci con la sensazione che non possano essere soltanto casuali.
Pensiamo intensamente a una persona che non sentiamo da anni e, pochi minuti dopo, quella persona ci telefona. Sogniamo un avvenimento e il giorno successivo incontriamo qualcosa che sembra richiamarlo. Oppure ci troviamo davanti a una serie di eventi apparentemente indipendenti che, messi insieme, sembrano formare un disegno preciso.
È proprio questo genere di coincidenze che viene spesso definito SINCRONICITÀ.
IL CONCETTO DI SINCRONICITÀ
Il termine fu introdotto e sviluppato dallo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung, che lo utilizzò per descrivere la coincidenza significativa tra un evento psichico e uno o più eventi esterni che sembrano collegati tra loro, pur senza avere necessariamente un rapporto causale evidente.
Per Jung, quindi, non era indispensabile che un avvenimento ne provocasse direttamente un altro. Il punto fondamentale era il significato che la coincidenza assumeva per la persona che la viveva.
Un esempio classico potrebbe essere quello di una persona che sogna un particolare simbolo e, poco dopo, si trova davanti allo stesso simbolo in una situazione completamente inattesa. Dal punto di vista della semplice casualità, i due eventi possono essere indipendenti. Per la persona coinvolta, però, la loro contemporaneità può assumere un significato profondo.
COINCIDENZA O QUALCOSA DI PIÙ?
La difficoltà nasce quando cerchiamo di stabilire se una coincidenza sia davvero significativa oppure se siamo noi a costruire un collegamento tra eventi indipendenti.
Il cervello umano è straordinariamente abile nel riconoscere schemi. Ogni giorno riceviamo una quantità enorme di informazioni e cerchiamo continuamente connessioni, regolarità e significati.
Questo meccanismo è fondamentale per orientarci nel mondo, ma può anche portarci a vedere collegamenti dove esiste soltanto una coincidenza.
Pensiamo a una persona e, nello stesso giorno, la incontriamo. L’episodio può sembrarci incredibile, ma quante altre volte abbiamo pensato a qualcuno senza incontrarlo? Quelle occasioni normalmente non rimangono nella nostra memoria, mentre la coincidenza viene ricordata con grande intensità.
IL SIGNIFICATO PERSONALE
La sincronicità, però, riguarda proprio il significato soggettivo dell’esperienza.
Una coincidenza può essere statisticamente casuale e, allo stesso tempo, avere un’importanza enorme per chi la vive.
Durante momenti di cambiamento, lutto, innamoramento o difficoltà personale, possiamo diventare particolarmente attenti a determinati simboli e avvenimenti. Una frase ascoltata per caso, una canzone, un incontro o un’immagine possono assumere improvvisamente un significato che prima non avevano.
Jung riteneva che proprio queste esperienze potessero mettere in relazione il mondo interiore della persona con gli avvenimenti della realtà esterna.
COSA DICE LA SCIENZA
La sincronicità, intesa come principio secondo il quale eventi apparentemente privi di relazione causale sarebbero collegati da un significato, non è stata dimostrata scientificamente come una forza o un meccanismo della natura.
Le coincidenze possono essere spiegate, almeno in molti casi, attraverso la probabilità, il funzionamento della memoria, l’attenzione selettiva e la tendenza del cervello a riconoscere schemi.
Questo non significa che l’esperienza debba essere considerata priva di valore. Una coincidenza può avere un forte significato psicologico anche quando non esiste una connessione soprannaturale tra gli eventi.
QUANDO LA COINCIDENZA DIVENTA MISTERO
La sincronicità rimane quindi in una zona affascinante, sospesa tra psicologia, filosofia e ricerca sul paranormale.
È possibile che alcune coincidenze siano semplicemente il risultato della straordinaria quantità di eventi che accadono ogni giorno intorno a noi.
Ma quando una coincidenza arriva nel momento esatto in cui ne avevamo bisogno, quando sembra rispondere a una domanda che ci stavamo ponendo o quando coinvolge una serie sorprendente di elementi, è difficile non fermarsi almeno per un istante a chiedersi che cosa significhi.
Forse non tutte le coincidenze hanno un messaggio.
Forse, però, alcune diventano importanti proprio perché siamo noi ad attribuire loro un significato.
Ed è questa la parte più affascinante della sincronicità: non sapere se stiamo osservando un semplice gioco del caso oppure qualcosa che, almeno per un momento, sembra mettere in comunicazione il nostro mondo interiore con quello che ci circonda.
