Alcuni metodi di comunicazione con l’aldilà

5
(5)

di Grace Amber Jaxn

Prefazione

Vorrei introdurre anche le diverse forme di comunicazione che si posso scegliere in alternativa alla comunicazione diretta. Per quanto riguarda le sedute spiritiche, consiglio vivamente di praticare solo se si è esperti o meglio ancora che sia presente una persona che faccia da “canale”, un sensitivo, medium o come lo volete chiamare.

La seduta spiritica

Normalmente si scelgono le ore notturne e un tavolo rotondo, in modo che le persone che vi partecipano, possano formare un cerchio energetico. Si tende a usare luci di candele, piuttosto che quelle artificiali, perché gli spiriti, queste ultime, non le gradiscono molto. Dopo di che, si chiama la persona che si desidera contattare, scandendo bene nome e cognome e si aspetta che si presenti.

Qualche consiglio: se si forma un cerchio tenendosi per mano, è preferibile non interromperlo sin che la seduta non sarà finita. Di solito i cerchi energetici, una volta spezzati, perdono di efficacia.

Non prendevi mai gioco di loro, lo raccomando caldamente. Vanno rispettati e non ingannati. Magari all’inizio non succederà un granché, ma se avrete la pazienza di aspettare, qualcuno potrebbe rispondere. Se così fosse, non spaventatevi, fate le vostre domande e attendete le risposte. Nel momento in cui vi sentirete di smettere, ringraziate, salutate l’entità e interrompete il cerchio.

La tavola Ouija

 

Questa pratica in realtà si può benissimo fare con un foglio di carta e un bicchiere, o una moneta grande. Basta scrivere “sì” e “no” su una superficie, aggiungendo sotto le lettere dell’alfabeto. Successivamente ci si mette in cerchio, in più persone o anche da soli, e si chiama la persona che si vuole contattare. Con l’indice della mano, ci si appoggia sul cursore della tavola, o sul bicchiere – o moneta, (evitando di muoverlo noi stessi) e si aspetta che l’entità lo sposti sulle lettere dell’alfabeto.

Molte persone ritengono che questa pratica sia pericolosa, perchè potrebbe richiamare entità grigie o maligne. Ma in realtà non cambia nulla dagli altri sistemi di comunicazione. Siamo talmente condizionati dalle versioni cinematografiche, a proposito della tavola Ouija, che ormai è diventata un tabù.

La scrittura automatica

Si pratica lasciando che l’entità in questione, usi la nostra mano come vettore, per scrivere ciò che ci vuole comunicare. Per far si che lo spirito possa dirigere la comunicazione, non bisogna opporre troppa energia nell’impugnare la penna, altrimenti sarà molto improbabile che essa si muova. Ponete le vostre domande ed aspettate che la biro scriva, cercando di facilitarne il flusso.

Questa pratica l’ho fatta diverse volte da ragazza, ma ad essere sincera non ricordo particolari rilevanti, se non un episodio particolare, dove mi rispose Marilyn Monroe. Ma onestamente non posso passare per buona questa informazione, perchè sono passati 40 anni e non solo era poco probabile che fosse lei, ma anche che io non fossi poi così esperta .

Il pendolo

Anche in questo caso è una pratica semplice che si può fare da soli, utilizzando una collana sottile e abbastanza lunga, con un ciondolo abbastanza pesante da permettere una buona oscillazione. Il concetto è sempre uguale alla tavola Ouija, tenendo fermo il braccio, si mantiene con due dita la collana, che in base alla domanda che porremo, oscillerà sul “si” o sul “no” che avremo scritto su un foglio di carta.

Ti è piaciuto questo post?

Clicca su una delle stelle per votarlo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

20 + = 26